Da Ragusa l'appello di Amnesty contro la "Nakba", l'apartheid di Israele nei confronti dei palestinesi

Dal 1948, data del conflitto che ha di fatto creato lo stato di Israele, i governi che si sono susseguiti hanno istituito e mantenuto un sistema di leggi, politiche e pratiche atte a opprimere e limitare i diritti fondamentali dei palestinesi. Per Amnesty International, che da sempre segue con attenzione la situazione umanitaria di quel particolare lembo di terra e che da poco ha terminato una nuova e approfondita ricerca, quello che è successo, e che soprattutto continua a succedere, è una vera e propria apartheid, un sistema crudele e di controllo che prosegue da moltissimi anni e che ha ottenuto una frammentazione geografica e politica dei palestinesi che spesso sono costretti a vivere in uno stato costante di paura e insicurezza.

L’incontro svoltosi ieri a Ragusa, presso il Centro Commerciale Culturale, promosso dal Gruppo Italia 228 Ragusa di Amnesty con il supporto del Comune di Ragusa, ha voluto accendere i riflettori sul sistema israeliano di oppressione e dominazione dei palestinesi attraverso un seguitissimo incontro e la successiva proiezione del film “Il giardino dei limoni”.

Ad arricchire il focus di approfondimento, anche la presenza di Tina Marinari, coordinatrice dell’ufficio campagne della sezione italiana di Amnesty International che, presentata dalla responsabile locale Giovanna Bocchieri, ha esposto le tematiche fondamentali al centro del lavoro di ricerca svolto in questi anni da Amnesty International.

 

Focus di Amnesty contro la “Nakba”, l’apartheid di Israele nei confronti dei palestinesi, evento promosso dal gruppo Italia 228

 

“Le autorità israeliane hanno negli anni creato un sistema di oppressione che si basa su quattro strategie principali che violano il diritto internazionale: la frammentazione dei territori da cui non è nemmeno semplice spostarsi senza permesso israeliano, gli espropri di terra e di proprietà, il generale sistema di controllo e di segregazione e, per ultimo, la privazione dei diritti economici e sociali. Per tutto questo noi di Amnesty International parliamo apertamente di apartheid, un crimine contro l’umanità a cui vogliamo porre un limite” è stato uno dei passaggi dell’intervento della Marinari. Il talk, seguito dai numerosi presenti e arricchito al termine anche da alcune domande spontanee, è stato un vero e proprio appello a tutti coloro che a Ragusa, ma in generale in tutta la Sicilia, vogliono far sentire la propria voce contro le discriminazioni, i soprusi e le oppressioni che ancora oggi, a 74 anni dalla loro espulsione, i cittadini palestinesi sono costretti a vivere. Al termine dell’intervento di Tina Marinari è stata organizzata la proiezione del film del 2006 “Il giardino di limoni” diretto da Eran Riklis, basato su una storia realmente accaduta e che racconta le battaglie che Salma Zidane è stata costretta ad affrontare per difendere il proprio campo di limoni, unico mezzo di sostentamento ma allo stesso tempo ritenuto come potenziale pericolo da parte degli israeliani. Una storia toccante e rappresentativa di tutta l’arroganza e i soprusi che quotidianamente milioni di persone sono costrette a subire. L’impegno di Amnesty International e del Gruppo Italia 228 Ragusa è e sarà quello di chiedere con insistenza la conclusione di questa apartheid e l’incontro di ieri ha voluto sottolineare la vicinanza con tutto il popolo palestinese.

E’ stato anche distribuito un “summary” in formato cartaceo e digitale per consentire un ulteriore approfondimento anche a casa e nelle classi scolastiche.

 

 

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