Terremoti, una centralina per rilevarli installata anche a Noto

 

A seguito dell’incontro avvenuto il 14 aprile scorso tra il sindaco di Noto Corrado Figura, il vicesindaco Salvo Veneziano, l’assessore Giovanni Ferrero e Vincenzo Belfiore del COC (centro operativo comunale) della Protezione Civile ed il dott. Domenico Patanè (INGV  è stata installata e resa operativa al Comune di Noto la prima stazione sismo-accelerometrica della rete strumentale urbana (OSU) della città di Noto.

La stazione è stata sviluppata nell’ambito del progetto PON EWAS “an Early WArning System for cultural heritage” (sito web: www.ewas.eu), allo scopo di realizzare una rete di 40 stazioni (20 già operative) e il primo Osservatorio Sismico Urbano in Italia, nel centro storico della città di Catania (OSU-CT).

 

Un momento del monitoraggio

 

L’installazione del primo nodo della città di Noto dopo quello di Ragusa rientra nel più ampio obiettivo di sviluppo delle Reti Sismiche Urbane della Sicilia orientale, una delle aree a maggior rischio sismico dell’Italia e con un’altissima concentrazione di edifici di notevole pregio e patrimonio dell’UNESCO che rientrano nel Val di Noto, quale strumento di supporto a strategie di mitigazione del rischio sismico. Il primo nodo della rete urbana a Noto è stato collocato nei locali a piano terra della sede del Comune e dal giorno 14 aprile scorso i segnali registrati dalla strumentazione sono visibili sul portale dedicato (www.ct.ingv.it/osuct) nel menù “sismogrammi” con codice ONO01.

La stazione è in grado di registrare con estrema precisione velocità ed accelerazioni determinate da eventi sismici anche distanti e di bassa intensità. La scelta della città di Noto, quale test-site, ha un forte valore simbolico essendo stata tra quelle della Sicilia sud-orientale distrutte durante il più violento terremoto italiano registrato in tempio storici (Terremoto della Val di Noto 9 e 11 gennaio 1693).

 

A rendere ancor più chiara l’utilità di sistemi di monitoraggio e prevenzione dei terremoti in ambito urbano è l’evento sismico verificatosi il 15 aprile 2022 alle 03:34:41, ora locale, di ML4.2 nel mar Ionio al largo di Siracusa. Il terremoto è stato ampiamente avvertito nella Sicilia sud-orientale con una intensità pari al III-IV grado della Scala Mercalli (MCS).

 

Le onde sismiche primarie (fasi P), viaggiando dall’epicentro posto a circa 70 km di distanza, hanno raggiunto il Palazzo del Municipio alle 03:34:54, dopo circa dieci secondi. Mentre le onde secondarie (fasi) S che sono quelle che hanno il maggiore impatto sugli edifici alle 03:35:03, dopo poco più di venti secondi. Risulta chiaro che in caso di un evento di intensità sismica severa anche qualche decina di secondi di preavviso possono determinare una significativa riduzione delle perdite. L’evento ha fatto registrare al Municipio un’accelerazione massima sulla componente NS pari a 6.2 cm/sec2 circa il doppio di quella misurata sulla medesima componente alla stazione NTE di Noto della rete Rete Accelerometrica Nazionale (3.03 cm/sec2) posta ca. 2km a nord. Anche nel centro storico di Catania a seguito dell’evento di magnitudo 4.3 di Motta Santa Anastasia del 23 dicembre 2021 è stato possibile osservare dalle misure rilevate da OSU-CT (https://ingvterremoti.com/2022/01/05/losservatorio-sismico-urbano-di-catania-osu-ct-dellingv/) variazioni significative delle accelerazioni misurate (fino a 5 volte maggiori) a distanze di decine/centinaia di metri, avvalorando l’importanza delle misure eseguite attraverso una Rete Sismica Urbana, con un numero adeguato di stazioni in un contesto ad alto rischio sismico, quale quello di Noto.

 

Per saperne di più:

Il sistema può essere ulteriormente integrato al fine di monitorare lo stato di salute di strutture ed infrastrutture (Structural Health Monitoring, SHM), sperimentare un sistema automatico di allarme rapido on-site per i terremoti (Earthquake Early Warning, EEW) o valutare una scala urbana il danno strutturale in caso di terremoto attraverso la generazione automatica di mappe di scuotimento. L’avvio di questa attività di monitoraggio rappresenta, tramite l’incontro del mondo della ricerca e quello amministrativo locale, un concreto passo verso sistemi moderni a supporto delle strategie di mitigazione del rischio sismico, tutela del patrimonio monumentale e salvaguardia della vita nelle nostre città.

 

 

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