“Nelle pagine che seguono non troverete il classico romanzo né esercizi di stile, ma soltanto i pensieri e le sofferenze patite da un uomo dentro la cella di un carcere, lontano dalla sua famiglia e munito solo di carta e penna”.

Nino Rizzo affida al figlio Filippo la prefazione di “25 Giorni”, il libro edito da Italgrafica Edizioni, con il quale il noto medico reumatologo, già professore a contratto all’Università di Catania, racconta la sua personale storia partita il 22 Maggio 2020 con l’arresto, proseguita con la custodia cautelare nella Casa circondariale di Piazza Lanza a Catania e con la scarcerazione avvenuta, appunto 25 giorni dopo l’inizio di quello che egli stesso definisce un “incubo”.

Una narrazione vissuta tra “incredulità e disperazione, tra solidarietà e angoscia” che l’autore ha voluto “cristallizzare” in uno diario, diventato poi libro, abbozzato già durante la custodia cautelare, “all’alba, nei lunghi e vuoti pomeriggi, di notte in bagno”. “A volte – scrive – avevo la percezione di voler quasi graffiarlo quel foglio dove scrivevo, per imprimere meglio le mie sensazioni”.

25 Giorni presenta in copertina la foto interpretata da Giovanni Ruggieri, in bianco e nero perché quelle trascorse in carcere – afferma il dott. Rizzo – sono giornate immerse in una scala di grigi caratterizzate da sentimenti ed emozioni imprevedibili dove spiccano, tra l’altro, la solidarietà e lo spirito di fratellanza condiviso con gli altri detenuti, senza i quali “Non ce l’avrei mai fatta”.

 

La copertina di “25 Giorni” di Nino Rizzo, prefazione di Filippo Rizzo, Italgrafica Edizioni

 

“Una vicenda – scrive l’autore – che voglio diventi per me una sorta di catarsi con la quale ridare alla mia vita priorità ed essenzialità”. Un diario che non è “esibizionismo o spettacolarizzazione”, avverte l’autore. “Qualcuno forse mi criticherà, ma io sento di doverlo fare”, puntualizza. 

Nelle 127 pagine del libro, Nino Rizzo medico di famiglia dal 1992 con un curriculum fatto di importanti incarichi tra cui spiccano tra l’altro quello di docente universitario, consigliere dell’Ordine dei Medici di Catania, direttore di “Catania Medica”, socio fondatore dell’Accademia del Sapere Medico Artemisia della quale ne è l’attuale tesoriere – si racconta con determinazione e con sensazioni, stati d’animo ed emozioni dall’andamento sinusoidale che conferiscono a “25 Giorni” un ritmo narrativo incalzante e denso di umanità con tanti rimandi alla moglie Anna, ai figli Marco e Filippo, al padre cui è dedicato il libro, e agli altri compagni con cui ha condiviso gli spazi della Sezione Simeto della Casa Circondariale. Rizzo, per esempio, racconta di essersi commosso ed emozionato nel mettersi a disposizione di chi – riferendosi ad altri detenuti – non sa ne leggere ne scrivere e per questo chiede aiuto nella lettura delle lettere ricevute e nella scrittura delle risposte.

Passaggi di una quotidianità imprevista che culminerà con la decisione del Tribunale del Riesame il 15 giugno del 2020. “C’è un sole fortissimo che mi abbaglia, vedo i mei due figli Filippo e Marco, bellissimi che vengono verso di me, sorridendo, più luminosi del sole”.

 

di Salvo Falcone

 

 

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