Rigenerazione Urbana e Housing sociale sono realtà a San Berillo di Catania. Talk con Andrea D'Urso
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Talk con Andrea D’Urso di Oxfam Italia per parlare di “Sottosopra: Abitare Collaborativo”, il progetto contro la povertà abitativa presentato a favore del quartiere San Berillo di Catania.

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Metti un palazzo storico, testimone di un antico Sud operoso e oggi residenza fantasma in un quartiere sito nel centro di Catania, ma al contempo marginalizzato dal resto della città.
E aggiungi 9 persone in emergenza abitativa, selezionate da un team di esperti perché pronte ad intraprendere un percorso che assegna loro non solo una casa dignitosa, ma anche un impegno: valorizzare le proprie capacità e mantenere nel tempo un’autonomia economica e sociale.

Tutto questo è “Sottosopra: Abitare Collaborativo”, il progetto contro la povertà abitativa presentato stamattina a Catania e con il sostegno di Fondazione con il Sud. Il responsabile è Oxfam Italia Intercultura in partenariato con Trame di Quartiere, Diaconia Valdese, Sunia Catania, Impact Hub e Comune di Catania.
Sono già stati avviati i lavori per il recupero dell’ottocentesco Palazzo De Gaetani di via Pistone, resistito allo sventramento degli anni ’50 che ha segnato la storia dell’intero quartiere di San Berillo, oggi disabitato e in passato occupato da persone in gravi difficoltà. Il cantiere è in piena attività, con operai in forza per il recupero conservativo dell’immobile, con qualificanti interventi di miglioramento sismico. Al primo piano dimoreranno i “nuovi abitanti” del quartiere che troveranno finalmente una casa dignitosa ma che saranno pure impegnati in laboratori che li coinvolgeranno nella progettazione e negli allestimenti degli spazi comuni (corte interna Palazzo De Gaetani e le vie adiacenti del quartiere). Sarà per loro una duplice sfida nell’ottica di un moderno housing sociale: da un lato migliorare il proprio ambiente di vita quotidiana, dall’altro, rafforzare relazioni collaborative all’interno del quartiere.

In parole semplici, al termine del percorso, i 9 “nuovi abitanti” che saranno stati selezionati, formati, coinvolti nelle fasi concrete del progetto ridisegnando le proprie abilità, potranno ritenersi in grado di affittare una nuova casa con mezzi propri seppure aiutati nella ricerca e nel mantenimento di un alloggio adeguato. Una vera rivoluzione a Catania, città meridionale che soffre l’emergenza del disagio abitativo.

Secondo l’ultima ricerca Nomisma 2019 sul disagio abitativo in Italia, circa 10,8 milioni di persone fanno sempre più fatica a far quadrare i conti con la casa. E anche a Catania i dati parlano chiaro: dal 2015 al 2017, in città , si è passati da 39 sfratti emessi a 746 (fonte Ministero dell’Interno), 90% dei quali sono per morosità incolpevole (dovuta a perdita di lavoro o riduzione di reddito familiare). Non è solo il welfare abitativo che arranca, la spesa pro capite per interventi del Comune di Catania per i soggetti a rischio esclusione sociale è di €21,85 contro una media regionale abbastanza inadeguata di 48€.

Accanto alle nove persone che abiteranno il Palazzo De Gaetani, ci sono i volontari, gli operatori del sociale, i professionisti, i sindacati e l’istituzione locale.
Gli operatori socio-educativi ad esempio, li supporteranno nel riattivare i legami sociali con familiari, amici e vicinato, nel favorire l’accesso ai servizi socio sanitari, nell’inserimento lavorativo e, infine, nella ricerca di soluzione abitative stabili.

Stamattina lo ha spiegato in primis Salvatore Maio di Oxfam Italia Intercultura: “Spesso diciamo che ci sono troppe persone senza casa. “SottoSopra” parte da queste evidenza per proporre un approccio secondo il quale sono le persone a creare il proprio contesto abitativo. Proprio a San Berillo stiamo attuando nuove forme di rigenerazione urbana basate sull’abitare collaborativo. È una scommessa senza precedenti in questa città”.
E aggiunge Luca Lo Re, presidente di Trame di quartiere, il gruppo di lavoro interdisciplinare che nel progetto gestirà l’housing e la caffetteria. Il team promuove e facilita danni, con successo, pratiche di azione e di ricerca sul territorio e che ha impegnato moltissime risorse proprio nel quartiere di San Berillo: “La riuscita del progetto – ha detto- dipenderà anche dalla capacità di creare sinergia tra i diversi attori, sia pubblici che del privato sociale. Anche in questo caso, la riattivazione di uno spazio abbandonato diventerà un’ occasione concreta per innescare processi collaborativi tra abitanti e cittadini. È chiaro come la ristrutturazione del Palazzo non sia legata ad un mero meccanismo turistico, ma invece ad un modello di soluzione per un grave problema sociale della città. Anche questo è un modello “sottosopra”.

Un luogo chiave di Palazzo de Gaetani a San Berillo sarà poi la caffetteria del piano terra di via Pistone; l’area diventerà sempre più uno spazio aggregativo rigenerato, che unirà elementi commerciali e sociali offrendo un servizio di prossimità per il quartiere, ma anche una portineria sociale e attività culturali che favoriscano la relazione e lo scambio.

Tra gli obiettivi del progetto c’è il mantenimento di un canale di confronto aperto con le istituzioni pubbliche sulle politiche dell’abitare. La sfida è stata raccolta dall’amministrazione comunale che offrirà il suo appoggio anche tramite l’agenzia sociale per la Casa “Habito”.
Per l’assessore comunale ai Servizi sociali, Giuseppe Lombardo: “stiamo ponendo insieme le basi per una nuova lotta all’emergenza abitativa che oggi è un’ alternativa seria più agevole rispetto alla tradizionale edilizia pubblica, che purtroppo prospetta tempi lunghi. In particolare, l’agenzia comunale per la casa studierà soluzioni su misura per ogni caso specifico, e perciò avvierà processi di mediazione abitativa davvero efficaci rispetto alla domanda ricevuta”.

Il Sunia di Catania insiste da anni sulla formula di housing sociale e in questa prima sperimentazione avrà un ruolo di guida a tutte le opportunità offerte dal territorio, con formazione all’housing sociale e intermediazione immobiliare: ” È un’occasione preziosa in termini di lotta al disagio abitativo, soprattutto perché prevede una chiave di reale inclusione, anche a lungo termine. A Catania è finalmente possibile creare alloggi all’interno di una città accogliente, a partire dalla riqualificazione dell’esistente”.

Il progetto “Sottosopra ” sarà monitorato da Impact Hub Siracusa, da anni in campo sui temi dell’innovazione sociale in Sicilia: “Sottosopra possiede per noi di Impact Hub almeno due aspetti interessanti: la messa in campo di esperimenti di innovazione sociale che sono molto vicini alle nostre attività e al nostro sentire, ma anche la formula del partenariato, in questo caso veramente ricco ed eterogeneo – aggiunge Rosario Sapienza,
fondatore di Impact Hub- che crea sfide su ambiti che toccano diverse facce di un unico problema”.

Il coordinatore nazionale del Community center di Diaconia Valdese, Simone Alterisio, racconta il ruolo di un gruppo “già attivo da anni a Catania grazie al nostro sportello. Percorreremo la nostra strada in continuità con quello che facciamo già sul territorio in tema di inclusione sociale e orientamento al lavoro, come avviene per i migranti ad esempio. Gli strumenti a nostra disposizione hanno già dimostrato un discreto successo e vanno dalla conoscenza del territorio, all’orientamento, al collegamento con il Centro per l’impiego”.

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