Staffetta della Sardina, viaggio delle Sardine catanesi | VIDEO tappa
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Ha coinvolto anche Catania la  “Staffetta della Sardina”, il viaggio delle Sardine in Sicilia per denunciare quelli che in un comunicati vengono definiti i “ritardi infrastrutturali e per raccontare le problematiche più urgenti in ogni provincia”.

Una “Sardina autostoppista” – così si definiscono in un comunicato le Sardine Catanesi – “sta viaggiando con diversi mezzi (treni, bus, auto), toccando comuni o aree simboliche per quel che riguarda i temi cruciali dell’isola: contrasto alla mafia, tutela dell’ambiente, solidarietà e accoglienza dei migranti, lavoro e sviluppo del territorio, diritto alla salute, emigrazione”.

 

Guarda qui il video della Tappa di Catania delle Sardine Catanesi nell’ambito della Staffetta della Sardina in Sicilia (link video tratto dalla pagina Facebook di Sardine di Catania):

#StaffettaDellaSardina 🐟16/01/2020 – Giorno 2 **CATANIA**Alle pendici dell'Etna inizia il secondo giorno della **staffetta siciliana**. 🌋Attraverso lo snodo di 4 profili **problematici **ci raccontiamo a voi, figli di una terra senza madre.**Prima tappa:** la nostra corsa inizia sulla littorina che percorre il tratto Randazzo – Catania. Due ore e dieci minuti per soli 75 km, corse ridotte che non coprono i giorni festivi.Il tragitto è allietato solo dalla compagnia delle sardine e da un paesaggio mozzafiato. Ma non è di solo mare e sole che può vivere la Sicilia.**Seconda tappa:** ci addentriamo nel comune di Biancavilla, muniti di mascherine per scongiurare l'inalazione di polveri sottili. L'intero territorio è stato costruito con amianto della cava di Monte Calvario, la bonifica tarda ad arrivare e delle **6000 persone decedute** annualmente in Italia a causa di tale sostanza tossica, il 10 % è concentrato in Sicilia.Chi tiene la mano di quelle anime mentre spirano l'ultimo soffio di vita, con gli occhi stanchi?**Terza tappa: Porto di Catania.**Testimone un mare blu, incantevole, profondo.Forse troppo. Triste culla di bambini morti che riposano su fondali cristallini, insieme ai loro sogni stretti in quelle piccole manine che profumano ancora di speranza.**Salvare vite umane non è reato.****Quarta tappa:** zona industriale, Geotrans.Una scintilla di speranza.La GEOTrans è un'azienda di autotrasporti confiscata alla mafia. In amministrazione giudiziaria ormai da qualche anno, si distingue perché è l'unica che dal letame è riuscita a far nascere un fiore : bilancio in positivo, guadagni e lavoro.**La Sicilia non è mafia, ma terra di lotta alla mafia.** La Sicilia piange i figli morti di lupara bianca, i morti ammazzati, le vittime di un sistema corrotto.La Sicilia piegata e flagellata da multiformi piaghe ha ancora la forza e l'orgoglio di alzare gli occhi e opporsi a tutti coloro che negli anni l'hanno umiliata.Questo è il nostro racconto. Questi siamo noi, siciliani umili, ma orgogliosi, sorridenti, ma tristi. Cediamo il testimone alla città di Aretusa. Seguite la #StaffettadellaSardina, il viaggio prosegue! 🌊#LaSiciliaNonSiLega

Pubblicato da Sardine di Catania su Giovedì 16 gennaio 2020

 

Il racconto tratto dal comunicato stampa:

Alle pendici dell’Etna inizia il secondo giorno della staffetta siciliana. Attraverso lo snodo di 4 profili problematici, le Sardine catanesi  raccontano cosa hanno visto.

Prima tappa: la corsa inizia sulla littorina che percorre il tratto Randazzo – Catania. “Due ore e dieci minuti – sostengono – per soli 75 km, corse ridotte che non coprono i giorni festivi. “Il tragitto è allietato solo dalla compagnia delle sardine e da un paesaggio mozzafiato. Ma non è di solo mare e sole che può vivere la Sicilia”.

Seconda tappa: Biancavilla, dove le Sardine hanno utilizzato – scrivono – “mascherine per scongiurare l’inalazione di polveri sottili. L’intero territorio è stato costruito con amianto della cava di Monte Calvario, la bonifica tarda ad arrivare e delle 6000 persone decedute annualmente in Italia a causa di tale sostanza tossica, il 10 % è concentrato in Sicilia”.

Terza tappa: Porto di Catania. “Testimone un mare blu, incantevole, profondo. Forse troppo. Triste culla di bambini morti – scrivono le Sardine catanesi –  che riposano su fondali cristallini, insieme ai loro sogni stretti in quelle piccole manine che profumano ancora di speranza. Salvare vite umane non è reato”.

Quarta tappa: zona industriale, l’azienda di autotrasporti confiscata alla mafia. “In amministrazione giudiziaria ormai da qualche anno, si distingue perché è l’unica che dal letame è riuscita a far nascere un fiore: bilancio in positivo, guadagni e lavoro. La Sicilia non è mafia, ma terra di lotta alla mafia. La Sicilia – si legge ancora – piange i figli morti di lupara bianca, i morti ammazzati, le vittime di un sistema corrotto. La Sicilia piegata e flagellata da multiformi piaghe ha ancora la forza e l’orgoglio di alzare gli occhi e opporsi a tutti coloro che negli anni l’hanno umiliata. Questo è il nostro racconto. Questi siamo noi, siciliani umili, ma orgogliosi, sorridenti, ma tristi”.

La Staffetta della Sardina in Sicilia culminerà il 25 gennaio, alle ore 18, in un flash mob che si svolgerà in contemporanea nelle nove province siciliane. La manifestazione riprenderà l temi delle infrastrutture e dell’emigrazione e ribadirà i valori del movimento delle Sardine.

 

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