Lascia un libro, prendi un libro è l'iniziativa di book sharing partita dalla Sicilia grazie a Giuseppe Rapisarda e diffusa in 13 regioni italiane
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La baguette sotto l’ascella anche no, ma un libro in mano sì. Questo panificio è uno dei 115 punti di raccolta, distribuiti in 42 città italiane di 20 province che fanno parte di una delle più grandi biblioteche diffuse d’Europa.

L’iniziativa, che parte dalla Sicilia, è di una semplicità disarmante, di grande respiro e di vera condivisione: ti rechi in un negozio, fai i tuoi acquisti, dai una occhiata alla ben segnalata libreria e infine… “Lascia un libro, prendi un libro“.

 

Pane cotto nel forno a pietra e… libri da condividere. Succede a Belpasso

 

 

Tutto gratis, tutto su base volontaria, Giuseppe Rapisarda, originario di Belpasso, dottore in chimica, ha così messo in circolazione oltre 3.500 libri, estendendo il suo book sharing anche nei centri commerciali. Non solo. Insieme a lui, in 25 bar è stata lanciata anche una campagna per dire: SI ai libri, NO alle slot machine (#SiAiLibri #NoSlotmachine).

E’ un grande viaggiatore Giuseppe Rapisarda, evidentemente con una grande apertura mentale e con un desiderio preciso di mettere – e capita spesso, purtroppo – libri e pubblicazioni al riparo da vandali e intemperie.  “Abbiamo messo dei punti di raccolta – dice con un punta di giustificato orgoglio – anche nelle Isole Ecologiche per recuperare i libri che altrimenti sarebbero destinati al macero”.

 

 

Lascia un libro, prendi un libro è l'iniziativa di book sharing partita dalla Sicilia grazie a Giuseppe Rapisarda e diffusa in 13 regioni italiane
Ferramenta e libri. Tutti i negozi possono aderire al progetto

 

 

Felice intuizione da globetrotter

Giuseppe Rapisarda, che ha già visitato oltre 90 nazioni del mondo, ha sempre notato la presenza, in luoghi pubblici, di libri lasciati a disposizione gratuita di chiunque li volesse leggere, fenomeno conosciuto anche come book sharing. Da persona pragmatica, quale è, ha pensato di realizzare qualcosa di simile nel proprio comune, Belpasso, facendo in modo, però, che ne oltrepassasse i confini.

“L’iniziativa – precisa – non intende portare le persone ai libri, ma i libri alle persone: si cerca, cioè, di avvicinare alla lettura persone che abitualmente non leggono, provando a far trovare loro i libri nei luoghi che abitualmente frequentano: panifici, bar, ferramenta, ortofrutta, lavasecco, parrucchieri, agenzie viaggi, studi medici, negozi in genere, i quali allestiscono, al proprio interno, un punto di raccolta e condivisione gratuita dei libri. Basta uno spazio, di circa 50 cm, nel quale esporre un certo numero di libri, di qualsiasi genere, tranne testi scolastici che sono esclusi dalla condivisione, ed il gioco è fatto. I libri sono pronti per essere gratuitamente condivisi da chiunque lo volesse. Una sola regola da rispettare – avverte Giuseppe Rapisarda –  chi prende un libro deve lasciarne un altro”.

 

 

 

 

Da Belpasso, l’idea di book sharing si è diffusa con successo anche in tante altre località italiane di 13 regioni

“Se qualche detrattore, all’inizio – racconta Rapisarda – sosteneva che idee del genere non possono attecchire in questa terra perché non c’è “approccio civile”, i risultati lo smentiscono: a Belpasso i centri di raccolta e condivisione, ad oggi, sono ben 32; se poi consideriamo quelli allestiti in altri comuni del catanese e di altre province, il numero sale vertiginosamente, fino a 115 centri punti libro.

Queste cifre, riscontro più che positivo di un progetto di per sé nuovo, già bastano per dare l’idea di una Sicilia terra di cultura, che tale vuole essere e tale vuole trasmettersi alle generazioni future. Non solo, l’iniziativa Lascia un libro prendi un libro ha una valenza molto importante per altre ragioni ancora: si fa strada in un momento in cui la tecnologia impone il peggio di sé, lasciando da parte il libro e gettando la lettura nell’oblio; volge lo sguardo all’ambiente recuperando libri che, diversamente, diventerebbero carta straccia o, peggio, potrebbero essere gettati nell’immondizia come oggetti senza valore. Tutti possono leggere e il libro è alla portata di tutti, gratuitamente. Ciò è sicuramente sufficiente a spiegare il successo di una iniziativa, destinata ad allargarsi e a continuare”.

 

 

 

 

Tutti possono contribuire al book sharing per arricchire la biblioteca diffusa

“In conclusione – prosegue Giuseppe Rapisarda – un libro è veicolo di sapere, di emozioni, di amicizia, condividiamolo. Promuoviamo la lettura. Lettura è cultura. La cultura migliora la società e la rende più libera, la cultura è libertà. Chiunque può aderire all’iniziativa, ovunque ospitando gratuitamente un punto di raccolta e condivisione dei libri, oppure semplicemente donando dei libri”.

Quindi, buona lettura a tutti e ovunque: dalle ferramenta, agli studi medici; dai centri commerciali, ai bar; dalle agenzie viaggio ai… panifici per un po’ di pane, amore (per la lettura) e fantasia (nella scelta del libro migliore).

 

di Salvo Falcone

 

 

Per saperne di più:

Per facilitare il contatto dei lettori e/o di quanti volessero aderire al progetto o avere aggiornamenti, è stata creata la pagina Facebook: Lascia un libro, prendi un libro, oppure si può contattare il seguente numero 347-9636105 (Giuseppe Rapisarda).

 

Dai social:

https://www.facebook.com/pipporapisarda

https://www.facebook.com/Lascia-un-libro-prendi-un-libro-289456198191070/

 

Chi è Giuseppe Rapisarda:

55 anni, laurea in chimica, esperienza di Area Manager presso aziende multinazionali nel settore medicale. Appassionato di viaggi fino al punto da appendere la cravatta al chiodo, prendersi un decennio sabbatico e viaggiare. Ad oggi ha effettuato più di 300 viaggi, che lo hanno portato a visitare oltre 90 nazioni.

A lui appartiene il record italiano di discesa del Danubio in kayak in ambito T.I.D. (2520 km). Giuseppe è una persona molto passionale, che riversa questa passione nei suoi progetti. Lancia sempre il cuore oltre l’ostacolo, per poi andarlo a raggiungere. Da sempre interessato alla salvaguardia dell’ambiente, nel 2015, insieme a 2 scuole e a diverse associazioni ambientaliste, ha costruito una Eco-canoa con 400 bottiglie di plastica, con la quale ha fatto una traversata del litorale catanese, per sensibilizzare al recupero, riciclo, riuso dei rifiuti e alla riduzione dell’uso della plastica. Ad oggi sostiene l’associazione antiviolenza e l’associazione per la promozione degli orti didattici e del verde pubblico. Quando può, ama piantare degli alberi nei parchi pubblici delle nazioni che visita. Attento osservatore, tenta di importare nella propria comunità alcuni comportamenti virtuosi che nota durante i suoi viaggi.

 

Via libera ai libri, avviata la campagna #SiAiLibri #NoSlotmachine

 

 

 

 

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