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Fabiola Cannizzaro, Giulia Oliva e Alessia Sgroi, studentesse del Dipartimento di Giurisprudenza dell’’Università di Catania, guidate da Maria Pappalardo, tutor per i programmi di mooting internazionale – si sono aggiudicate il diritto di disputare la finale del premio Giuseppe Sperduti 2019.

Giunto alle XVII edizione, si tratta di un prestigioso riconoscimento assegnato ogni anno dal Comitato per i diritti umani della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI).

Dopo aver conquistato l’edizione del 2015 ed essere stata finalista nel 2016 e 2017, adesso la rappresentativa del dipartimento etneo è stata scelta come finalista tra quelle a difesa dello Stato resistente e il prossimo 3 dicembre a Roma affronterà la squadra dell’Università di Parma nella trattazione del ricorso sul tema “Detenzione arbitraria e repressione della libertà d’espressione in stato d’emergenza: il caso di Fulkàrya”.

La competizione si svolge tra squadre di studenti presentate dalle università italiane che redigono una memoria a sostegno del ricorrente o dello Stato resistente (ruolo che viene assegnato per sorteggio) e consiste in una simulazione del funzionamento della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo. La partecipazione al Premio Sperduti è promossa dal programma di mooting internazionale coordinato dal prof. Rosario Sapienza.  

 

Info foto:

Nella foto di apertura, da sinistra Giulia Oliva, Alessia Sgroi, Maria Pappalardo (tutor) e Fabiola Cannizzaro

Per saperne di più:

https://www.sioi.org/attivita/focus-on/premio-sperduti/premio-sperduti-2019/

 

 

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