Sul web e a scuola, Cristina Galfo é l'esperta di coding creativo | INTERVISTA
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Laureata in Informatica presso l’Università degli studi di Catania, docente precaria di informatica all’Istituto “Enrico Fermi di Mantova” con una grande passione per il Coding: lei è Cristina Galfo,  è originaria di Modica ed è fermamente convinta che insegnare il linguaggio della programmazione informatica possa aiutare bambini e ragazzi in termini di sagacia, propensione al ragionamento logico, confronto e sana competizione.

 

La professoressa Cristina Galfo al desk. Ha fondato un blog di successo sul coding creativo www.codingcreativo.it

 

La lungimirante insegnante, che ha sempre svolto anche l’attività di web developer, creando siti web e curando la SEO (indicizzazione nei motori di ricerca), non si limita ad insegnare con successo il coding nelle aule scolastiche, piuttosto il suo desiderio di divulgare l’ha spinta a mettere in rete il blog www.codingcreativo.it. Visite e accessi sono da record considerata la specificità degli argomenti trattati: 3000 accessi giornalieri che provengono anche da paesi esteri.

 

Professoressa Galfo, da cosa è nata l’idea di questo blog di successo?

L’idea nasce dalla mia passione per l’informatica unita alla voglia di condividere con gli altri il fascino della programmazione. Volevo riuscire a trasmettere concetti apparentemente difficili attraverso la realizzazione di esempi pratici e giochi in modo da rendere tutto più stimolante, coinvolgendo varie fasce di età ma soprattutto i giovani.

 

Perchè il coding è importante fin dalla scuola primaria?

Perchè aiuta a sviluppare il pensiero logico e l’attitudine al problem solving. I bambini, in un contesto ludico, imparano ad utilizzare programmi semplici e intuitivi e quindi a risolvere problemi in maniera creativa e divertente.
Imparano anche a collaborare tra di loro, a condividere le loro idee, a confrontarsi, a valutare altri punti di vista e ad imparare dai propri errori. Il coding dà ai bambini una forma mentis che gli consentirà da grandi di risolvere problemi più o meno complessi.

 

Come riesce ad appassionare i suoi allievi?

Cerco di ispirarli. Li ascolto, vedo quali sono le loro attitudini e, restando nella programmazione didattica prevista, cerco di fargli creare dei piccoli programmi che catturino la loro attenzione.
Spiego la teoria, che potrebbe sembrare complessa, partendo dall’applicazione pratica in modo da coinvolgerli. Molte volte chiedo a loro cosa vorrebbero creare, mettendomi anche io in gioco. Insomma, se motivati costantemente gli studenti lavorano in maniera più proficua e le soddisfazioni per noi insegnanti sono maggiori.

 

Coding creativo e fantasia…. Serve quest’ultima?

Messi assieme il coding e la fantasia sono gli ingredienti giusti per creare qualcosa di utile ma anche di entusiasmante. La cosa bella è che con il coding non c’è limite alla fantasia, si può creare tutto (‘o quasi’) quello che passa per la testa.

 

Quali sono i vantaggi del coding in ambito educativo?

Il coding è importante in ambito educativo in quanto favorisce un uso consapevole della tecnologia. I ragazzi scoprono come utilizzare gli strumenti informatici e ciò che si può programmare con essi. Imparano a mettere in pratica le loro idee e a confrontarsi nell’ambito di una comunità educante, come la scuola.
Inoltre il coding può trovare applicazioni in tutte le discipline, in quanto è un metodo che, se applicato alla didattica, favorisce il lavoro di gruppo e questo apre le loro menti.

 

Ha mai trovato “resistenze” da parte dei suoi colleghi insegnanti e dirigenti scolastici?

No, anzi! C’è molta collaborazione ed entusiasmo tra i colleghi.

 

Bambini e ragazzi appaiono molto distratti, oggi, dall’uso di smartphone e giochi, secondo lei il limite è stato raggiunto?

Diciamo che il limite si è quasi raggiunto. Noi però possiamo fare qualcosa a riguardo e cioè presentare loro le potenzialità di questi strumenti e come poterli utilizzare per fare coding. Non voglio dire che tutti devono diventare esperti informatici ma che riescano a pensare in modo creativo, a sviluppare il pensiero logico, indipendentemente da quello che si fa. Questo, secondo me, permetterà loro di gestire anche meglio il tempo trascorso su questi dispositivi, limitandone gli eccessi.

 

Lei ha usato anche la nota  “piattaforma” Scratch, perchè si è orientata verso questa scelta?

Perchè Scratch è uno strumento intuitivo e semplice con il quale iniziare a fare coding, sin dalla scuola primaria. Offre un ambiente di programmazione visuale, nel quale si spostano dei blocchi e quindi non occorre conoscere nessuna linea di codice. Ciò permette ai bambini di poter creare piccoli giochini o storielle divertenti  sviluppando nel contempo il pensiero logico.

 

Coding creativo e robotica, il passo è breve….. 

Il coding può diventare ancora più divertente se fatto con i robot. Gli studenti imparano ad assemblare un robot e a programmarlo.
Quindi tutto quello che prima si sperimentava sullo schermo si applica a dei piccoli robot. La didattica utilizzata è sempre quella, “imparare facendo”, dove si sperimenta tantissimo, si analizzano gli errori e si impara a correggerli.

 

Ci sono luoghi comuni sul coding da sfatare?

È luogo comune pensare che la programmazione sia difficile, ma con delle solide basi e una mente allenata fin dalla giovane età al pensiero logico si può imparare a programmare.

 

Qual è la soddisfazione più grande che ha registrato in merito a questa sua attività di divulgazione sul coding creativo?

Sicuramente le innumerevoli visite che ad oggi arrivano fino a 3000 al giorno e che stanno a dimostrare l’interesse degli utenti verso questo argomento.
In questo modo sento, nel mio piccolo, di contribuire alla diffusione del coding!

 

Di Salvo Falcone (twitter @falconesalvo)

 

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