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Nello spazio #TuttiSalvi, pubblico queste mie riflessioni sul Premio Ragusani Nel Mondo 2019. Grazie per l’attenzione che vi riserverete.

 

“Lo premetto non sono di origine ragusana, ma da tanti anni ormai vivo felicemente in questo luogo dalla bellezza e dalla accoglienza impareggiabili.

Il mio attaccamento all’area iblea e alla sua gente è stato sempre molto forte, ma è stato ulteriormente rafforzato dall’aver partecipato attivamente all’organizzazione e alla conduzione del Premio Ragusani Nel Mondo.

Entrare in contatto con tutti i componenti il Consiglio Direttivo, magistralmente e, direi anche, instancabilmente guidato dal Presidente Franco Antoci e dal direttore Sebastiano D’Angelo, mi ha enormemente onorato ed entusiasmato. Loro, tutti loro, sono persone che amano la terra iblea e la sua gente e per me – in questo meraviglioso e irripetibile contesto – è stato come “vincere facile”. Mi hanno aiutato ad appassionarmi alle storie delle Ragusane e dei Ragusani, mi hanno quasi preso per mano e fatto ulteriormente scoprire quanto i rapporti umani, la coerenza, l’amicizia e la mutualità siano alla base del loro modus operandi quotidiano, anzi istantaneo. È bello incontrare sul proprio cammino professionale, ma a questo punto direi personale, Amici di questa statura morale ed etica. La vita deve essere fatta soprattutto di questo.

Non dimenticherò mai quel giorno quando il caro amico Sebastiano D’Angelo mi disse che avrei condotto il Premio Ragusani Nel Mondo: fu un grande onore per me e lo è stato anche per questa edizione del 25°. Grazie di cuore.

 

 

Caterina Gurrieri e Sebastiano D’Angelo, splendidi compagni di una grande avventura – ph Giovanni Noto

 

Ed è stato ancora più bello incontrare sul proprio cammino durate la preparazione del Premio Ragusani nel Mondo 2019, grandi professionisti che fanno parte del team: Ignazio Caloggero, Giuseppe Lizzio, Caterina Gurrieri, Giovanni Noto, Peppe Arezzo, Gianluca Tela, Michelangelo Barbagallo, Emanuele Cavarra, Carmelo Saccone, Davide Savasta, Leandro Distefano, Massimo Pisani, Paolo Santoro, Peppe Stornello, Ermanno Di Rosa, Nicolò Caloggero, Italo Gozzi.

 

Un momento di pausa e sorrisi in una delle tante riunioni di preparazione della scaletta

 

Venticinque anni sono un traguardo importante (il 3 agosto scorso il Premio ha celebrato il suo genetliaco dei 25 anni, io sono stato carinamente festeggiato a fine serata per il mio semplice compleanno, ma con qualche candelina di più) fatto di scommesse vinte, inclusione, celebrazione, riflessione sul passato, condivisione del presente e proiezione per il futuro.

Il fenomeno dell’emigrazione non si è fermato, anzi. Per indorare la pillola si sostiene che si sia “trasformato” ed “evoluto”. Certo, non si vedono più le valigie di cartone, non occorrono più interminabili viaggi transoceanici a bordo di fiacchi bastimenti, non si è costretti a viaggiare su treni lerci che attraversavano l’Europa da Sud a Nord.

 

Guarda il video della prima edizione del 1995:

Era il 28 agosto del 1995…fu l'inizio di una lunga storia, che ha coperto un quarto di secolo…🙂#25premioragusaninelmondo

Pubblicato da Sebastiano D'Angelo su Domenica 18 agosto 2019

 

 

Si viaggia più comodamente e più velocemente oggi; ma non c’è certamente evoluzione dell’emigrazione quando si pensa al comune denominatore tra ieri e oggi di ragazzi e ragazze, di uomini e donne, per i quali c’è il doloroso e, loro malgrado, allontanamento dalla propria città, paese, casa… famiglia.

 

 

Graditissime, inaspettate e dolci sorprese di fine serata. Nelle PH di Giovanni Noto, da sx a dx il direttore Sebastiano D’Angelo e il presidente Franco Antoci

 

Il resto sono storie di ordinario e di straordinario successo che l’Associazione Ragusani nel Mondo ha sempre ben intercettato, interpretando e analizzando con precisione come si sia davvero evoluta l’emigrazione iblea nel mondo. In questi anni di conduzione del Premio e di reportage realizzati presso le comunità ragusane nel mondo, ho ascoltato le storie di tanti Iblei di successo che hanno condiviso al mio microfono le loro storie fatte di gioia per avercela fatta oltre i confini di Ragusa… di rammarico per non avercela fatta in Sicilia.

In molti, rispondendo alle mie domande, hanno suggerito – sulla scorta della personale esperienza – come applicare un “laccio emostatico” alla nuova emigrazione. I fatti, attuali e purtroppo anche in proiezione futura, dimostrano che l’emorragia delle intelligenze migliori proseguirà senza sosta. Smimez ha ipotizzato per la Sicilia una terra sempre più povera e spopolata dai giovani.

 

Ph Giovanni Noto

 

C’è tanta posta inevasa per il sistema politico e di governo incapace – nel confronto con altri Paesi che, come l’Italia, aderiscono all’Unione Europea – a fermare la rassegnazione di tanti giovani. Dobbiamo dire le cose come stanno.

Rilanciare le tematiche dell’emigrazione siciliana nel mondo resta quindi un tema sempre attuale. Sono assolutamente sicuro che l’Associazione Ragusani nel Mondo e tutta la dirigenza che ringrazio di cuore per la fiducia accordatami in questi anni, saprà come sempre ha fatto interpretarla e celebrarla meglio. Ovunque essi siano, Ad maiora a tutti i Ragusani nel Mondo.

di: Salvo Falcone

 

 

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