"Ritorno all'Amarina" di Giuseppe Lazzaro Danzuso | VIDEO
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Talk tra Salvo Falcone e Giuseppe Lazzaro Danzuso, giornalista e autore del romanzo “Ritorno all’Amarina” edito da Fausto Lupetti Editore. Un interessante e ben fatto affresco della generazione dei Baby Boomers in un paese davvero unito sullo sfondo dell’impennata economica che avrebbe cambiato il volto dell’Italia.

Giuseppe Lazzaro Danzuso racconta la sua “storia” – ambientata in massima parte a Catania con puntatine a Roma, con l’ausilio dei filmini in super8 realizzati dal padre, medico e cineamatore.

In molti si riconosceranno negli usi e costumi di un periodo storico dell’Italia davvero irripetibile.

 

Guarda il Video:

 

Info sul romanzo (info tratte dalla pagina web della Casa Editrice):

 

«Ritorno all’Amarina» è il romanzo di una generazione di italiani passata dalla preistoria alla fantascienza.
Chi lo leggerà potrà stupirsi di come giochi e filastrocche fanciulleschi fossero simili in regioni d’Italia tra loro lontanissime. O riconoscere in un pover’uomo etneo dalla pelle di cuoio l’ideale fratello del bottaio descritto in una poesia del furlano Pasolini. O constatare come il volo degli aquiloni, o il frinire dei grilli, o il miracolo delle lucciole (per non parlare della vista dei seni candidi di una contadina) suscitassero allora, nei bambini d’ogni parte della Penisola, le medesime, intense, emozioni.
Indimenticabili. Come la carezza del proprio padre.
Un libro, venato d’ingenuità, grazie al quale possiamo ricordare i fanciulli che eravamo e riderne. Ma anche commuoverci.
E trovar pace.

Nell’ultimo giorno del millennio, in una Roma in cui sconta un piccolo esilio, tra la felicità per la figlia neonata e la malinconica nostalgia della Sicilia, il protagonista riscopre la sua umanità attraverso ricordi, dirompenti e vividi, narrati in un’affascinante mescolanza d’italiano e di dialetti (non solo il siciliano ma anche il friulano e il lombardo) con cui tratteggia, in maniera sanguigna, sentimenti ed emozioni, luoghi e persone.
Questo magmatico ed evocativo impasto di termini – un linguaggio antitecnologico, suggestivo e arcaico – seduce il lettore, impegnato a seguire l’«estenuante maratona» corsa da una generazione che ha percorso in soli cinquant’anni diversi millenni.

Da «Ritorno all’Amarina» emerge l’esigenza collettiva di guardarsi indietro, di tornare al passato per dare un ordine alle cose e all’esistenza. Ma anche di pensare al futuro, trasferendo a figli e a nipoti un periodo di formazione divenuto incancellabile imprinting.

Dalle dense pagine del romanzo emergono così le case, i borghi, e Catania, città chiaroscurale, ricca di contrastante bellezza e di struggente fascinazione, che è casa, e si svela, vivace e sanguigna, in una successione di luminosi trompe l’oeil. Ma sono casa anche, in Sicilia, l’Amarina, regno dell’infanzia, ’Ddarnù, la città etnea di Adrano, e, nel Lazio, Monte Porzio Catone e Roma. Se è vero che la storia di un Paese è nei ricordi degli uomini e delle donne che ci hanno vissuto, e che questi ricordi albergano nelle loro case, Giuseppe Lazzaro Danzuso descrive, con poesia e fanciullesco trasporto, abitazioni gravide di storie e storie che non potevano che nascere in quelle case, in una corrispondenza strettissima e virtuosa tra oggetti e affetti, passato e presente, reale e magico.
Perché in definitiva, «Cunti con le gambe siamo. Cunti viventi. Cuntati beni o mali, ma cunti».

Dora Marchese

 

Vai al sito web dell’Editore:

http://www.faustolupettieditore.it/catalogo.asp?id=327

 

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