Convegno "La norcineria negli Iblei". 27 Aprile a Chiaramonte Gulfi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

 

L’arte della lavorazione delle carni suine e non solo, le possibilità di commercializzazione e gli aspetti nutrizionali e salutistici delle stesse saranno temi dell’evento organizzato dalla Delegazione di Ragusa dell’Accademia Italiana della Cucina sabato 27 aprile presso la “Sala Sciascia” di Chiaramonte Gulfi (RG).

“La Norcineria negli Iblei” il titolo del convegno che sarà aperto alle 10 da Vittorio Sartorio, delegato di Ragusa dell’Accademia italiana di Cucina. Dopo il saluto istituzionale del sindaco di Chiaramonte Gulfi Sebastiano Gurrieri, seguiranno le relazioni come da programma che riportiamo.

Convegno "La norcineria negli Iblei". 27 Aprile a Chiaramonte Gulfi
Convegno “La norcineria negli Iblei”. 27 Aprile a Chiaramonte Gulfi
Vittorio Sartorio, delegato di Ragusa dell’Accademia italiana di Cucina.
Vittorio Sartorio, delegato di Ragusa dell’Accademia italiana di Cucina.

L’ACCADEMIA | L’Accademia Italiana della Cucina è nata – naturalmente a tavola, come accade spesso per le cose importanti – quando un gruppo di amici, riuniti a cena il 29 luglio del 1953, ascoltarono e condivisero l’idea che Orio Vergani perseguiva da tempo: quella di fondare un’Accademia col compito di salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la cultura della civiltà della tavola, espressione viva e attiva dell’intero Paese.

I personaggi raccolti attorno ad una tavola dell’Hotel Diana di Milano – qualificati esponenti della cultura, dell’industria e del giornalismo – credevano tutti che la cucina non fosse cosa di poco conto, ma degna delle migliori cure da parte di ogni uomo intelligente e colto.

UN PATRIMONIO CULTURALE | La cucina è infatti una delle espressioni più profonde della cultura di un Paese: è il frutto della storia e della vita dei suoi abitanti, diversa da regione a regione, da città a città, da villaggio a villaggio.
La cucina racconta chi siamo, riscopre le nostre radici, si evolve con noi, ci rappresenta al di là dei confini. La cultura della cucina è anche una delle forme espressive dell’ambiente che ci circonda, insieme al paesaggio, all’arte, a tutto ciò che crea partecipazione della persona in un contesto. È cultura attiva, frutto della tradizione e dell’innovazione e, per questo, da salvaguardare e da tramandare.
Civiltà della tavola vuol dire prima di tutto civiltà e cioè l’insieme di usi e costumi, di stili di vita, di consuetudini e di tradizioni degli uomini che li condividono. E civiltà del gusto, di quel senso preposto al piacere della tavola – quel gusto capace di affinarsi, di perfezionarsi, di riscoprire sapori perduti e di tentare il palato anche con il nuovo – vuol dire l’insieme dei valori che anche attraverso la tavola un popolo si tramanda, rinnovandoli continuamente, e che ne costituiscono l’identità culturale. Salvaguardare il gusto, quindi, diventa un elemento essenziale per la difesa non solo della civiltà della tavola, ma dell’identità stessa di un popolo.

Questo il sito internet dell’Accademia:

https://www.accademiaitalianadellacucina.it/

 

Sul tema dell’alimentazione vedi anche: